STORIA

L’azienda nasce nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, quando due fratelli, ex-capicantiere di CMC, decidono di aprire un’attività in proprio insieme ad un fratello finanziatore. La CICOGNANI COSTRUZIONI s.n.c. si costituisce nel 1946 e inizia attività legate alla ricostruzione edilizia, attraverso fondi stanziati da UNRRA e dal piano Marshall. Durante il conflitto bellico uno dei due fratelli aveva partecipato attivamente alla lotta partigiana, salvando la vita a più di un soldato, grazie a cui la ditta è stata introdotta nel piano di finanziamenti. L’azienda lavora principalmente con privati in zone di campagna.

Il mercato era molto locale legato al forese e alle campagne.

Verso fine anni ’50 tra i due fratelli nasce un dissidio, in cui il fratello maggiore divide in due il mercato di riferimento e si accaparra gli immobiliaristi dei lidi. Nel 1959 quest’ultimo crea una ditta individuale con i suoi figli. In quegli anni il boom delle riviere sembra dare ragione al fratello maggiore, mentre l’altro continua con lavori di manutenzione di edifici privati e pubblici sempre nel forese. Nel ’78 in questa ditta inizia ad entrare in campo anche la seconda generazione. Il primo cambiamento è quello di cercare di presentarsi alla clientela ravennate più benestante, i professionisti e la nuova classe dirigente, rimanendo sempre più legati ad un’ottica di restauro dell’esistente piuttosto che alla nuova costruzione. Contemporaneamente a fine anni ’70 si apre un canale legato ai lavori cimiteriali, dando un taglio diverso nella progettazione, legato all’uso arredi funerari. Nel 1983, durante una delle cicliche crisi del mercato immobiliare, l’impresa legata ai lidi chiude i battenti. Nello stesso periodo, 1985 al 1987 si porta a compimento l’apertura al mercato della classe ricca, spostando nel settore del restauro la specializzazione della ditta, attingendo ad un serbatoio di operai ancora legati alla tradizione del lavoro a regola d’arte. Nel frattempo, continua anche l’espansione del settore delle manutenzioni industriali e ospedaliere, si ottengono lavori tra cui dei siti on-shore ENI, fino a ottenere nel 1988 la qualifica che permette di lavorare negli stabilimenti petrolchimici ENI.

Nel 1987 nel passaggio dalla dimensione artigianale a quella industriale si decise di costituire un consorzio verticale che mette in pista i vari specialisti di tutta la filiera (muratori, elettricisti, idraulici), con una visione totalmente controcorrente per l’epoca, i consorzi erano organizzati in maniera orizzontale.

La ditta attraversa indenne il periodo di crisi italiana del ’92 che si abbatte sulle imprese legate alla sfera politica. Nonostante la ditta non fosse mai stata legata politicamente, si ritrova a dover affrontare un rallentamento che interessa tutto il settore, specialmente il mercato pubblico. Il bacino di riferimento torna ad essere principalmente privati con restauri, e sul pubblico con il Facility Management, sempre utilizzando la struttura di consorzio verticale integrato.

Nel 1987 viene fondato il consorzio EDILTECNICA GLOBAL SERVICE. La clientela ha un range che varia dal settore privato al settore industriale.

Nel 1996 EDILTECNICA si lancia nella creazione di un software per la gestione programmata delle manutenzioni, che vede associata ai lavori di manutenzione la possibilità di georeferenziarli. Grazie a questo la società vinse un premio, con la notorietà acquisita Hera inizia a dimostrare il proprio interesse. Per agevolare lo sviluppo in questo campo, vennero fatti entrare nuovi soci, e la presenza originaria si è diluita per dare spazio a una società che brilla di luce propria.

Nel ’97 viene incorporata un’impresa di Forlì e il mercato si allarga ancora. In questi anni si compiono diversi lavori di restauro prestigiosi, come gli interventi sulla villa Manetti a Treviso, la villa Pliniana, a Como e altri lavori a Bologna e Torino.

Nel ’94 è tra i primi ad intervenire per rimuovere le macerie ancora fumanti della Fenice. Tante imprese in quel periodo entrano nel mercato del restauro, la ditta decide perciò di spingersi oltre e di diventare leader nell’ingegneria del restauro, si sperimentano nuove tecnologie come i pali a contrasto e durante il Giubileo si ha il primo contatto con il restauro degli apparati decorativi OS2.

Nel ’91 era iniziati i rapporti con l’Arcivescovado, grazie a cui inizia a lavorare nell’ambito del restauro delle chiese e dei seminari e dei luoghi di culto in generale.
Insieme alle opere compiute per il Giubileo, come il complesso di Sant’Apollinare Nuovo, vengono portati avanti in parallelo i restauri delle mura di cinta della Rocca di Riolo Terme, in collaborazione con un team di archeologi, grazie a cui si sponsorizzano scavi in Oman da compiere assieme all’università di Bologna, dipartimento di Beni Culturali con sede a Ravenna.

Per tutto il primo decennio degli anni 2000 la ditta si impegna nel piano di sviluppo e rinnovamento di depositi granari, anche portuali, del Consorzio Agrario, utilizzando tecnologie mutuate dal settore infrastrutturale e meccanizzazioni all’avanguardia introdotte dagli Stati Uniti.

Dalla dismissione di capannoni obsoleti del Consorzio Agrario, nasce un’attività immobiliare incentrata esclusivamente nei loft, tipologia abitativa innovativa, anch’essa prende ispirazione dagli USA e prevede il recupero e il riuso a fini abitativi di spazi industriali dismessi. L’attività immobiliare viene sospesa in maniera lungimirante poco prima dello scoppio della GFC.

In questi anni viene realizzato l’importante lavoro di restauro del Complesso Monumentale dei Chiostri Francescani, che diventeranno il nono monumento iscritto alla lista del patrimonio UNESCO.

Alla fine del 2008, con l’enorme crisi economica che attraversa tutti i settori dell’edilizia, tutte le imprese socie si ridimensionano diminuendo il personale, EDILTECNICA rimane in piedi grazie alla sua struttura consortile. Si è evitato di rincorrere il mito del fatturato, scegliendo di essere guidati dal regime di sostenibilità della gestione economica del mercato. Anticipando i cambiamenti Ediltecnica si è impegnata nella ricerca, in collaborazione con l’Università, in particolare con il R&D, assumendo stagisti per tirocini e ricerche di tesi, e impegnandosi con CNR e ENEA per fondare il laboratorio CERTIMAC.

Nel 2009 intraprende un processo di internazionalizzazione, rivolgendo lo sguardo a: Australia, Algeria, Cuba, Mozambico, Armenia, Georgia, Bulgaria. In questa occasione stringe rapporti con IILA e stringe collaborazioni con ASSORESTAURO, ICE, ISTEC, Laboratorio di Chimica di Trieste.

Una delle attitudini maggiormente sviluppate da EDILTECNICA è quella di saper sviluppare strategie che permettono di applicare una specializzazione in un settore ad un altro con grande facilità. E’ così che dalla forte specializzazione nei restauri artistici, le maestranze di restauratori, abituati ad interventi sull’antico, sono portati a lavorare sul moderno e sul lusso, eseguendo lavori di finitura di gradissimo livello.

A livello ingegneristico, EDILTECNICA si sta perfezionando ancora di più in perforazioni e iniezioni, guadagnandosi un posto da protagonista negli adeguamenti sismici degli edifici storici imposti dalle normative vigenti. EDILTECNICA fa parte del board che ha redatto le prime norme dell’Heritage Building Protocol di GBC. L’estrema specializzazione nel restauro, applicata in modo trasversale ad un altro settore, quello della nuova edilizia, porta Ediltecnica ad agire con facilità su interventi di adeguamenti sismici sul nuovo e, dunque, ad essere competitiva nel territorio di Marche, Emilia Romagna e Veneto.